Mentre la notte avvolge
terra e cielo
e gli uomini e le cose
cedono senza fretta
al tempo dell’incosciente sonno,
insidiosi maturano
gli incubi e i pensieri:
non attendono e incalzano
più di oggi e di ieri.
Ti ritrai lentamente, soccorso chiedi
alla ragione amica
ché questo sonno antico
non si perda in
fatica.
Chiudi in silenzio gli occhi
e rallenti il respiro.
Passerà questo tempo
passerà.
Ti racconti una storia
che ti riporta indietro.
Lo sai ch’è già accaduto
è come un liscio vetro
da cui guardi attraverso:
né odori né rumori
solo sembianze e segni
a stento conosciuti,
ma li ripeti piano
narrandoli a te stessa.
L’alba ti giunga amica
con la luce sommessa
e come una dolce voce
con un raggio soltanto
cancellerà quegli incubi
e il sogno, che è ormai stanco.
Mariaserena Peterlin, oggi -
dal 15 febbraio 2011
