mercoledì 4 marzo 2026

Rapsodia del sogno

Mentre la notte avvolge 

terra e cielo

e gli uomini e le cose

cedono senza fretta

al tempo dell’incosciente sonno,

insidiosi maturano

gli incubi e i pensieri:

non attendono e incalzano

più di oggi e di ieri.

Ti ritrai lentamente, soccorso chiedi

alla ragione amica

ché questo sonno antico

non si perda in

fatica.

Chiudi in silenzio gli occhi

e rallenti il respiro.

Passerà questo tempo

passerà.


Ti racconti una storia
che ti riporta indietro.
Lo sai ch’è già accaduto
è come un liscio vetro
da cui guardi attraverso:
né odori né rumori
solo sembianze e segni

a stento conosciuti,
ma li ripeti piano
narrandoli a te stessa.
L’alba ti giunga amica
con la luce sommessa
e come una dolce voce
con un raggio soltanto
cancellerà quegli incubi
e il sogno, che è ormai stanco.  
         

Mariaserena Peterlin, oggi -


dal 15 febbraio 2011

mercoledì 11 febbraio 2026

Spiegare la letteratura

 

Ad un filosofo si attribuisce un'affermazione secondo cui ogni traduzione è un un po' un tradimento. Dunque se si traducono testi letterari, in special modo quelli poetici, da una lingua straniera in, ad esempio, italiano è possibile tradire l'Autore. E penso accada soprattutto tentando di tradurre in versi altri versi.

Da alunna mi trovavo spesso ad eseguire le cosiddette versioni in prosa di poesie di vari autori, ma erano innocenti esercizi, che al massimo potevano meritare una insufficienza.

Cosa accade invece, mi chiedo, quando un insegnante di Lettere si accinge all'alto impegno di spiegare un sonetto, una ballata, un poemetto di un Autore italiano alla sua classe?

Non gli può accadere di esser traditore del testo?

Non può succedergli, specialmente ma non solo, con autori dello Stilnovo, ma anche con Petrarca o Ariosto o Leopardi o Montale di tradirli nell'interpretare le loro opere? Non basta, io temo, amarli.

E lo temo, come temo tutti i modi sbagliati di amare.